Associazione RossoDemocratico

la casa della sinistra

05 09 2010
Text size
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size

WiFi senza restrizioni anche in Italia, finalmente una proposta di legge

Valutazione attuale: / 0
ScarsoOttimo 
smaller text tool iconmedium text tool iconlarger text tool icon
WiFi senza restrizioni anche in Italia, finalmente una proposta di legge
(articolo tratto da http://www.tecnici.it/?cartel=teknopress&id=1131)

Oggi in Italia è difficile navigare su internet su una rete WiFi pubblica. Il perchè è presto detto. La normativa italiana antiterrorismo del 2005, il famoso decreto Pisanu approvato in seguito agli attentati londinesi, prevede che ogni utente debba essere identificato tramite un documento di identità. Questo tipo di procedura è complesso e ha ovviamente limitato la diffusione di reti WiFi pubbliche.

Finalmente è stata proposta una legge in Parlamento per modificare questa anomalia Un'anomalia tutta italiana. Infatti, neppure gli Stati Uniti hanno una norma di questo tipo. Era ora!

La proposta è stata depositata da Roberto Cassinelli del PDL, in un clima bipartisan. Fra i firmatari vi sono anche due deputati del PD. Avevo già parlato dell'Onorevole in occasione della nascita dell'Intergruppo Parlamentare 2.0 e dell'abrogazione del noto emendamento D'Alia. Cassinelli ha illustrato la sua posizione direttamente dal suo blog con un post dal titolo estremamente chiaro: INTERNET SENZA FILI LIBERO E PER TUTTI. Riassumendo viene proposto di permettere la connessione a reti WiFi anche senza identificazione. Sarà il Ministero dell'Interno a sancire quando sarà necessaria. Nei casi in cui si riterrà opportuno mantenerla, si propone di utilizzare un'identificazione indiretta ed automatica, ad esempio tramite la carta SIM del proprio cellulare. Insomma, una proposta semplice e di buon senso. Dal blog ecco un estratto di come dovrebbe funzionare il nuovo sistema: 

 

Il testo della legge è disponibile a questo link

In realtà, spero che si arrivi ad un'eliminazione totale della procedura di identificazione. Penso che una misura come questa semplicemente complichi la vita a chi vorrebbe connettersi ad internet da un bar o da un parco. Ovviamente è una mia opinione. Tuttavia, da quel che sento parlando con colleghi e amici che viaggiano spesso all'estero, è un sentimento piuttosto diffuso. E poi si deve guardare anche all'aspetto tecnologico. Ormai è sempre più facile rompere le protezioni delle reti WiFi. Anche la WPA, la codifica più performante disponibile al grande pubblico, in alcuni casi si può eludere in 60 secondi. (fonte: il Sole 24ore)

Tale sistema potrebbe funzionare in questo modo: chi tenta di accedere ad internet tramite una rete wireless pubblica viene "bloccato" da una finestra che richiede l'inserimento del numero di cellulare. Per potere navigare, l'utente è obbligato ad inserirlo. In pochi secondi, ed in via del tutto automatica, l'utente riceve sul proprio telefonino un sms contenente un codice tramite il quale può "sbloccare" il sistema ed accedere senza problemi alla rete. In questo modo, non c'è pregiudizio alla sicurezza pubblica perché l'utente è stato univocamente identificato (ogni utenza di telefonia mobile italiana, infatti, è abbinata all'identità di una persona rintracciabile), ma si evita una procedura particolarmente macchinosa che, di fatto, ha impedito un pieno sviluppo delle moderne tecnologie di comunicazione nel nostro Paese.